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Pieve di Proh


Proh fu "caput plebs" sino al 1132, anno in cui avvenne il trasferimento a Camodeia, l'odierna Castellazzo Novarese. Con una certa probabilità i territori di pertinenza coincidevano con i confini di quest'ultima: Camodeia, Briona, Orre, Barengo, Sillavengo, Mandello Vitta, Proh e Agnellengo.
La pieve era collocata in posizione strategica ed era attraversata dalla "strada biandrina", che permetteva la comunicazione interna nell'ambito dei possedimenti dei Conti di Biandrate. Dal centro di Biandrate si raggiungevano facilmente le rocche difensive della Valsesia, si assicurava agli armenti il foraggio, si controllava il medio e l'alto corso del fiume Sesia. Altra strada di notevole importanza era quella che da Novara, risalendo il vecchio corso del torrente Strona, toccava Proh e, attraverso Briona e Fara, portava alle pievi di Sizzano, Ghemme e Grignasco, per poi inoltrarsi in Valsesia. E ancora da Momo, dopo il guado sul torrente Agogna, la strada che proveniva da Oleggio e dal medio milanese toccava il centro di Agnellengo, per scendere poi a Proh e di qui a Biandrate e a Vercelli.
Infine un'arteria della "via Francisca" che, dopo aver costeggiato la collina di Barengo, raggiungeva Proh, per poi continuare verso Novara oppure verso Biandrate e Vercelli.
Il territorio era compreso entro il corso del fiume Sesia ad ovest e del torrente Agogna ad est. La rete idrica comprendeva inoltre alcuni torrenti naturali (lo Strona e il rio Vidolia), dal sec. XII anche la roggia Mora, corso d'acqua artificiale derivato dal fiume Sesia nella zona di Romagnano. In quest'epoca il territorio era ricoperto in gran parte da boschi o da terreno incolto e brughiera, con alcuni appezzamenti a prato e arativi.
La maggior fonte di reddito della pieve derivava dai proventi delle decime, riscosse dalla chiesa da tutti coloro che a diverso titolo erano inseriti nell'ambito del suo distretto. Per ragioni di difesa degli uomini e dei prodotti il territorio pievano vide quindi la fioritura di castelli e fortificazioni, punto di forza di natura civile e sociale, dove avveniva l'effettivo esercizio del potere locale. Con la pieve normalmente le famiglie feudali facevano coincidere la loro sede. Qui la rete di fortificazioni del territorio pievano fu organizzata dai Conti di Biandrate per ragioni strategiche e per il migliore controllo sul territorio , sulle coltivazioni, sui prodotti e sugli uomini. La chiesa pievana, oggi scomparsa, era dedicata a San Zenone.





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